venerdì 1 giugno 2012

"danni arbitrali"

Una disciplina sportiva vale quanto valgono gli arbitri che ne dirigono l'attività anche perché senza regole e senza arbitri che le facciano vivere non c’è, letteralmente, disciplina sportiva.

Per far questo occorre creare una classe arbitrale in grado di dare credibilità alla competizione sportiva.

L'arbitraggio, infatti, consiste nel verificare prima l'attitudine (propria) che permette di arbitrare il proprio figlio, il proprio amico o il proprio allievo senza favorirlo. né danneggiarlo.

Questa capacità deve prevedere un’alta qualità tecnica, ma anche grande qualità morale, senza le quali qualsiasi arbitro è destinato a perdere serenità e sicurezza.

In questa fattispecie possono esservi ottimi arbitri, naturalmente dotati di autorevolezza, velocità di giudizio, padronanza tecnica e arbitri inesperti ma moralmente dotati e, dunque, comunque destinati a diventare bravi arbitri

C’è poi la fattispecie di arbitro di scarsa personalità, di solito compiacente verso "le personalità" , che favorisce certi atleti danneggiando gli altri.

Tali arbitri sono il vero danno delle discipline che sono chiamati a dirigere. Talvolta sono persino dotati tecnicamente, e perciò ancora più censurabili, perché oltre a danneggiare l'intero movimento danneggiano atleti che si allenano duramente e che dovrebbero essere giudicati con serenità.

Evidentemente questi giudici/arbitri non hanno mai versato una stilla di sudore sopra un campo, una palestra, un tatami e non conoscono il valore morale dello sport e sicuramente nella vita civile fuori dello sport. Inaffidabili come cittadini, come arbitri e dunque come uomini.

Compito delle Federazioni è quello di rivolgere particolare attenzione a questo movimento e le commissioni che sono chiamate a istruire e a creare gli elenchi che solitamente sono divisi in regionali, nazionali e internazionali hanno il dovere di verificarne la capacità, l’onestà e la volontà di migliorarsi isolando e via via escludendo coloro che non riescono a migliorarsi o che non danno prova di rettitudine.

Il compito dovrebbe riguardare anche i comitati regionali che hanno il polso di tutti gli arbitri/giudici che lavorano in regione.

Sempre le qualificazioni per le finali nazionali passano attraverso il giudizio degli arbitri regionali e non mi è mai capitato di vedere i commissari che sono preposti a formare, correggere o sovvertire giudizi errati o addirittura falsati. Capisco che le aree di combattimento sono molte e una persona sola non può arrivare dappertutto, comunque non credo che un commissario di gara esperto e attento non si crei un giudizio su quelli cui è chiamato ad osservare e bisognerebbe impedire a coloro che non ne hanno la qualità di fare carriera coperti da dirigenti compiacenti.

IL RONIN

A.D.F

mercoledì 4 febbraio 2009

Una storia quasi vera.

Gran giorno domenica 6 aprile 2008 al palafijlkam di Ostia. In programma una gara di Judo per giovani Judoka(1). e stà per avere inzio la finale dei 45 kilogrammi del campionato regionale esordienti “b” valida per la qualificazione ai campionati nazionali. Sono ai bordi del tatami(2) Davide e Franco in attesa che l’arbitro li inviti a entrare sul quadrato di combattimento, Al cenno del direttore di gara entrano rigidi al loro posto ed effettuano il rituale “rei”(3) all’Hajime(4) si avvicinano per il combattimento e Davide allunga la mano per un piccola pacca di amicizia prima dell’incontro ma Franco ignora il gesto dell’avversario e si prepara ad effettuare “la presa” e inizia il combattimento con insolita aggressività di Franco che costringe Davide a una attenta difesa dopo qualche secondo l’arbitro sanziona Davide con un mulinello per scarsa combattività, koka(5) per Franco che conduce per tre punti judo. Questa sanzione induce Davide a prendere l’iniziativa e approfittando della insolita rigidità dell’avversario su un attacco di “O SOTO GARI”(6) squilibra l’avversario facendolo cadere. Yuko(7) Il combattimento prosegue con alterne tecniche e alla fine l’arbitro decreta la vittoria di Davide.
Il vincitore si avvicina all’avversario per abbracciarlo ma questi si gira uscendo dal tatami.
Dopo la premiazione Franco non degna di un saluto l’avversario e si allontana con il resto della squadra.
Davide e Franco frequentano la stessa scuola e la stessa classe, la terza media. Provengono dalla stessa scuola elementare e sono sempre stati insieme e sono grandi amici. Molto spesso hanno trascorso le ferie insieme con le famiglie e per merito loro anche queste sono diventate intime. Le mamme escono insieme per le compere e i papà si frequentano parlando di sport e di politica. I ragazzi hanno anche una passione in comune e frequentano il Judo in due diverse società. Da un po’ di tempo Davide nota che Franco non ama più parlare di judo e che evita ogni argomento che possa richiamare la loro comune passione, non sa darsene una ragione ma rispetta la decisione del compagno.
Lunedì 7 all’arrivo a scuola Davide aspetta il compagno all’ingresso per salutarlo e per chiedergli conto del suo strano comportamento ma questi si gira per allontanarsi e Davide cerca di fermarlo prendendolo per un braccio, a questo punto Franco si gira e sferra un pugno al viso di Davide.che stupefatto non riesce a reagire.
Al ritorno a casa con un evidente segno sul viso la mamma chiede:-Cosa è successo? Cosa hai fatto?- Davide non risponde e si ritira nella sua cameretta. Al rientro del padre, la mamma lo informa di quanto è successo e questi entra nella stanza del ragazzo, - Davide vuoi dirmi cosa ti è accaduto?-
-nulla-
- come nulla? Cosa è quel livido?- a questo punto Davide scoppia a piangere e racconta quanto è successo al genitore.
Rapida la telefonata con il padre di Franco ­– cosa è successo? Ne sai qualche cosa?
– Non ne so nulla ma tutto ieri, dopo la gara, Franco non ha aperto bocca tu che sai?
- so che c’è stato anche un pugno ma sono cose da ragazzi, ma non era mai accaduto prima.- attacca che ti faro sapere,
-Franco cosa è successo tra te e Davide?
- nulla.
- come nulla hai dato un pugno per nulla? Cosa ti ha fatto?
– nulla,
– ancora? Ancora nulla? Non sarà perchè hai perso la finale? – silenzio – il padre incalza – è per questo? Perché hai perso?- un lieve cenno di assenso a testa bassa.- e allora? A me sembra che Davide abbia vinto meritatamente e senza rubare nulla e allora perché tanta amarezza? Perché tanta rabbia?
– – E’ per il maestro – pausa - è da tanto che ci ripete che si può perdere con tutti meno che con quelli della palestra di Davide, non so perché ma non si deve perdere con quelli di quella Associazione. Nello spogliatoio mi ha umiliato davanti a tutti i compagni.
Telefonata di risposta:
- E’ stato per il combattimento, ma voglio andare a fondo di questa faccenda perchè c’è qualcosa che non mi convince.
- – anche io voglio capire e andrò a parlare con il maestro di Davide, ti faccio sapere.
La sera stessa in palestra di Franco – cosa è successo? Perché lo ha rimproverato?
– risposta – l’ho fatto perché voglio che siano decisi e perché voglio che diano tutto per vincere.
La sera stessa in palestra di Davide.
– Come può essere che ci sia tanto antagonismo da indurre due amici inseparabili a darsele dopo un incontro di Judo?
– – Cosa vuole che le dica? Non è la prima volta che sento queste cose, noi non abbiamo questo atteggiamento nei loro confronti anche perché è un errore tecnico caricare in questo modo un atleta e gli procura anche una paura, la paura di perdere, è sempre un errore un condizionamento negativo. Un ragazzo deve poter gareggiare senza alcun timore.vittoria o sconfitta non hanno importanza se si combatte bene.
Fine della Storia quasi vera. Franco ha smesso di fare Judo al contrario di Davide che ha continuato e che ha disputato la finale nazionale classificandosi al terzo posto.
Davide e Franco hanno fatto la pace e sono amici più di prima.


1) judoka colui che pratica il Judo
2) tatami materassina per praticare il Judo
3) rey rituale saluto in piedi o in ginocchio
4) hajime comando dell’arbitro che comanda l’inizio del combattimento
5) koka una sanzione che vale tre punti
6) o-soto-gari tecnica di Judo (grande falciata esterna)
7) yuko sanzione che vale 5 punti.

lunedì 11 febbraio 2008

Fw: LEGGI FINO IN FONDO.... CIAO

 



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From: chiaradelcurto@tiscali.it delcurto <chiaradelcurtotiscaliit@gmail.com>
Date: Feb 11, 2008 6:51 AM
Subject: LEGGI FINO IN FONDO.... CIAO
To:

LEGGI FINO IN FONDO.... CIAO
Ho imparato... che nessuno è perfetto...
Finché non ti innamori.
Ho imparato... che la vita è dura...
Ma io di più!!!
Ho imparato...
che le opportunità non vanno mai perse.
Quelle che lasci andare tu...
le prende qualcun altro.
Ho imparato... che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da
un'altra parte.
Ho imparato...
Che bisognerebbe sempre usare parole
buone...Perchè
domani forse si dovranno rimangiare.
Ho imparato... che un sorriso
è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato...
che non posso scegliere come mi sento...
Ma posso sempre farci qualcosa.
Ho imparato... che
quando tuo figlio
appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per
la vita.
Ho imparato... che tutti
vogliono vivere in cima
alla montagna....Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la
scali.
Ho imparato... che bisogna godersi
il viaggio e non pensare solo alla meta.
Ho imparato...
che è meglio dare consigli solo in due
circostanze...
Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
Ho imparato...
che meno tempo spreco...
più cose faccio.
E' la settimana dell' amicizia ...
Dimostra ai tuoi amici che ci tieni.
Manda questa e-mail a tutti i tuoi amici, anche se significa rimandarlo a
chi te l'ha mandata.... Se ritorna .. Hai tanti buoni amici.
Buona settimana dell'amicizia....
Dopo aver inviato il messaggio, premi F6 e vedrai quello che apparirà nel
quadro.... incredibile, ma reale.... fa impressione ma é reale.... buona
fortuna.
Manda a 15 persone nei prossimi 143 minuti, poi premi F6 e il nome di chi ti
ama apparirà in lettere maiuscole, fa tanta impressione perchè é.. reale



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venerdì 1 febbraio 2008

Caro anonimo

Caro anonimo.
sono contento che ti vergogni del fatto che le tue opinioni non valgono nulla e che ti trinceri dietro un'anonimato ciò dimostra che le opinioni a viso aperto appartengono oltre che alle persone perbene alle persone coraggiose che, forse anche sbagliando, le dichiarano senza preoccuparsi delle opinioni contrarie e che sono sempre disposte a mettersi in discussione cosa che tu non sai fare e quindi "sei vegognoso".
IL RONIN

lunedì 1 ottobre 2007

NON SI COMPRANO LE ANIME

Capita spesso che gli allievi di un Maestro entrino in conflitto con la Società di appartenenza e si pongono il problema di smettere la pratica del Judo o di cambiare società.
Ritengo che sia saggio lasciarli andare dove, probabilmente, si trovano bene o comunque tentino una nuova strada.
Il volerli trattenere ad ogni costo pone un problema, oltre che etico-morale, pratico. Le nostre discipline non brillano certamente per eccesso di affluenza e chi le pratica lo fà a proprie spese, rubando spesso il tempo a cose certamente più divertenti, oltre che gratuite.
I vincoli che la Federazione pone, servono unicamente a impedire che Società con pochi scrupoli facciano incetta di atleti altrui ma non certo per i conflitti che possono nascere all' interno delle Società stesse. Non siamo padroni nè dei corpi nè delle anime di coloro che si affidano alle nostre cure ma abbiamo il dovere morale di favorirne le tendenze oltre che insegnare loro una disciplina sportiva.